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Pugliashowcase

3 luglio / July 3 2026

ore 10.00 / h. 10 AM – Fasano, Teatro Kennedy

Factory Compagnia Transadriatica

(H)AMLETO

ispirato ad / inspired by Amleto di William Shakespeare

testo / text Fabrizio Tana

con / with Sara Bevilacqua, Alessandra Cappello, Lara Capoccia, Anna Giorgia Capone, Nicola De Meo, Antonio Guadalupi, Alessandro Rollo, Antonella Sabetta, Stefano Solombrino, Diomede Stabile, Fabrizio Tana, Carmen Ines Tarantino, Fabio Tinella

luci / lighting design Davide Arsenio – costumi / costumes Lilian Indraccolo

scene / stage design Egle Calò / voice over Lorenzo Paladini

musiche / music Paolo Coletta – sound designer Graziano Giannuzzi

assistente / assistant Carmen Ines Tarantino

a cura di / curated Tonio De Nitto e Fabio Tinella

con il supporto di Direzione Generale Spettacolo / with the support of the Direzione Generale Spettacolo

(H)amleto è il punto di arrivo della ricerca di Factory su teatro e disabilità, un’indagine sul corpo non conforme attraverso lo sguardo e le parole non conformi che accompagnano la discesa nell’abisso shakespeariano. Un gruppo misto di persone con e senza disabilità si è cimentato con la tragedia per eccellenza, ne ha scandagliato i temi e le possibilità provando, attraverso di essa a rivendicare la propria esistenza, quell’esserci, quel “to be” che ci fa aggrappare alla vita anche quando ne perdiamo il senso. Anche le parole di questo (H)amleto sono scritte da una penna non conforme: Fabrizio, autore e attore con la sindrome di Down, scrive il testo come un parto libero di pensieri raccolti per più di un anno, attraverso messaggi e lettere scambiati con le guide, parole in cui persona e personaggio si confondono inventando una grammatica speciale, essenziale ed esistenziale. Un Hamleto nella testa di Hamleto, affollata dalle ossessioni che non gli danno pace, che non gli consentono più di disgiungere la realtà dalle proiezioni della sua mente.

(H)amleto marks the completion of Factory’s exploration of theater and disability—an investigation into nonconforming bodies, gazes, and the words that accompany the descent into the Shakespearean abyss. A diverse group of individuals with and without disabilities has embraced the ultimate tragedy, delving into its themes and potential while affirming their existence—that very “being,” that “to be” which compels us to cling to life even when its meaning is lost. Even the words of this (H)amleto were written by a nonconforming writer: Fabrizio, an author and actor with Down syndrome, wrote the text as a free-flowing outpouring of thoughts gathered over the course of more than a year through messages and letters exchanged with the guides. In these words, person and character merge to create a unique existential grammar. It is Hamlet inside Hamlet’s mind, crowded with obsessions that give him no peace and no longer allow him to distinguish reality from the projections of his mind.