“Odi sull’essere umano”: il silenzio della voce, la parola del corpo – di Angela Zicolella / TeC Lab

Per raccontare cosa è stato “Odi sull’essere umano” di Equilibrio Dinamico, in scena ieri, nella storica cornice del Teatro di Villa Torlonia a Roma, partirei dalle sue musiche.

La prima: tribale, ritmata, energica; metafora di una lotta, quella della donna che dal passato al presente, dalle Amazzoni alla donna di oggi in tacchi e tailleur, cerca di affermare la propria unicità, la propria personalità, facendosi “simile agli uomini”.

Una fisicità dirompente, quella di Tonia Laterza, quasi androgina, incarnata perfettamente anche attraverso i movimenti decisi e netti. Racconta una lotta che è interiore, ma anche e soprattutto sociale o forse imposta dalla società.

La seconda parte dello spettacolo è in netto contrasto con la prima, sia per la scelta musicale poetica che per la presenza, sul palco, anche di Nicola De Pascale.

Raccontano, con una delicatezza di movimenti, l’arte di essere due. Senza bisogno di parole, la narrazione di un incontro casuale diventa quella di una storia d’amore, con le sue difficoltà, i suoi compromessi, la sua tenerezza.

Forte il cambiamento di personalità della Laterza, che qui assume una connotazione più “femminile”. Aiutata anche dal gioco di luci e fumo, unici elementi mutevoli di una scenografia lineare ed essenziale, dove a emergere sono proprio i corpi con la loro sacralità.

Angela Zicolella

(Foto di Carlo Carbotti)